#preferitidelmese: Aprile [2017]

Bentornati sul mio blog!

Dopo una pausa durata praticamente due mesi, la scorsa settimana ho deciso di tornare qui su WordPress perché, fondamentalmente, a me piace scrivere, e su Instagram non è che possa essere così tanto prolisso. Come avrete notato, l’ultimo articolo non era su un libro ma su una serie tv. Per il mese di aprile, oltre a parlarvi dei libri che ho letto, vi racconterò anche della musica che ho ascoltato di più e dei film/serie che ho guardato o iniziato. Ready? Go.

Libri

 

Una pagina d’amore, Emile Zola

Anno di pubblicazione: 1878
Edizione: Clichy Edizioni
Genere: Romanzo
Voto:
ff

Questo libro è molto particolare, mi è piaciuto, sì, ma l’ho anche odiato. Ne ho già parlato a fondo qualche settimana fa su Saint Martin Post.
Per sapere in maniera più approfondita cosa ne penso, clicca qui!

 

Kitchen, Banana Yoshimoto

Anno di pubblicazione: 1988
Edizione: Feltrinelli
Genere: Romanzo
Voto: ff

Kitchen è il secondo romanzo che leggo della Yoshimoto. Mi è piaciuto? Sì, non eccessivamente ma sì. Essendo il suo libro d’esordio, bisogna ammettere che l’autrice, ai tempi laureanda, ne aveva eccome di stoffa. Moshi Moshi, in confronto, mi è piaciuto di più, essendo un romanzo dalla scrittura forse più matura, ma anche questo Kitchen, seguito da Moonlight Shadow, mi ha soddisfatto abbastanza. Il tema centrale è la morte, dunque ve lo sconsiglio se siete particolarmente sensibili, per vostra natura o per esperienze personali, alle perdite familiari. La protagonista si ritrova sola, senza genitori, ma viene accolta da una “madre” molto particolare. Come ho già chiesto su Instagram, se lo avete letto, fatemi sapere quale delle due storie avete preferito!

 

Un amore, Dino Buzzati

Anno di pubblicazione: 1963
Edizione: Oscar Mondadori
Genere: Romanzo
Voto: image

Questo libro, di un autore del quale avevo letto solo qualche racconto del terrore, mi ha stupito. Lo comprai un giorno, quasi senza pensarci, ché lo trovai in libreria esposto, una nuova edizione, corretta, nuova copertina, prezzo speciale. Potevo farmelo scappare per caso? Conoscete già la risposta. Dopo qualche mese l’ho letto e, per fortuna, non avevo creato aspettative. Insomma, parafrasando Ermal Meta: “non mi hai fatto mai promesse, ma le hai mantenute tutte”. Questo libro, non molto breve e non dotato di una trama eccessivamente avvincente, mi ha tenuto incollato alle pagine e mi ha fatto fare le ore piccole più d’una volta. Troppo spesso mi sono rivisto nel protagonista, che crede sempre a tutte le fregnacce che la Laide gli racconta. Capirete, man mano che vi addentrerete nel romanzo, che l’amore/non amore gioca un ruolo importantissimo. Leggetelo, tutti.
C’è da dire che bisogna abituarsi alla prosa dell’autore che, da composta nelle prime pagine, diventa sempre più frenetica e senza punteggiatura quando il protagonista è in preda ad un accesso di rabbia oppure ad una crisi nervosa. Veramente bello, grande prova di Buzzati.

 

La giacca verde, Mario Soldati

Anno di pubblicazione: 1976
Edizione: Sellerio Editore Palermo
Genere: Romanzo breve
Voto: r

Comperai questo libro a novembre, faceva parte dei titoli da leggere per il corso di Letteratura italiana contemporanea che stavo seguendo all’università. Il docente era un fan sfegatato di Mario Soldati, e anche di Moravia, ma comunque ci fece comprare questo romanzo che però ho iniziato soltanto pochi giorni fa e finito giusto ieri sera.
Dunque, Mario Soldati è una bella scoperta, mi piace il suo modo semplice e chiaro di scrivere, durante questo racconto lungo/romanzo breve non ci si annoia mai, si ha sempre voglia di scoprire cosa accadrà dopo e dove andrà a parare la storia.
Mentre in alcuni casi conoscevo i titoli prima di acquistarli, ho preso La giacca verde solo perché costretto, ma è stato bello proprio per questo apprezzarlo e goderlo. Grazie professore, almeno questo glielo devo.
In questo libro l’istinto umano della finzione viene smascherato in ogni campo, che sia amicizia, fama o amore, in un contesto complicato come quello della seconda guerra mondiale sul territorio italiano, seguendo le orme di due fuggiaschi, uno ebreo e l’altro pseudo antifascista, tra i quali nascerà un’amicizia molto particolare.

 

 

Musica

Non ho scoperto questo mese gli autori di cui vi parlerò, ma solo di recente li ho ascoltati con più frequenza e, ovviamente, li ho apprezzati di più.

Superbattito, Gazzelle

Genere: Indie/Synthpop
Anno: 2017
Link Spotify

Questo è un autore romano come me, quindi ho un debole per lui. La sua voce, per la prima volta sentita in Quella te, inizialmente non mi era piaciuta, ma poi, ascoltandolo di più ho cominciato ad apprezzarla. Questo album è davvero bello, se posso darvi qualche consiglio, io preferisco #nmrpm, Non sei tu, Meltinpot e, come già detto, Quella te.

 

Fa niente, Giorgio Poi

Genere: Indie
Anno: 2017
Link Spotify

Stesso discorso di Gazzelle, all’inizio Giorgio Poi mi sembrava un Calcutta più eccentrico e con una voce esageratamente forzata. Invece no, più lo ascoltavo e più mi piaceva. Ascoltandolo, mi sembra di ritrovare sonorità di vecchi cantautori italiani anni 70/80, e questo mi rende davvero felice. Non ho molto altro da aggiungere, provate ad ascoltarlo. Consigli? Tubature, Niente di strano e Abbronzatura.

 

Altre canzoni:
Ma dimme te, Paola Turci
Dens, Pop X
La verità, Brunori Sas
L’anima non conta, The Zen Circus

 

 

Serie TV

Questa volta niente link o immagini, vi parlerò in generale delle serie che ho seguito.

  • 1992: la serie italiana su Tangentopoli. Già, come ha dichiarato Di Pietro “di mani pulite ho visto ben poco“, però le atmosfere, gli intrighi e gli attori mi sono piaciuti. A metà maggio inizierà 1993, il seguito, non vedo l’ora!
  • Tredici: Non ho voglia di aggiungere nulla, leggete la mia recensione qui!
  • Outcast: Ho appena iniziato la serie su Sky, poi vi farò sapere il mese prossimo!
  • Piccoli Brividi: Ho scaricato recentemente le vecchie puntate di questa serie che da bambino adoravo. Rivedendole con occhio maturo e più critico, spesso sono demenziali, ma le amo comunque!

Dunque, siamo giunti al termine, spero di non avervi annoiato. Fatemi sapere se avete trovato interessante questo articolo, io vi do appuntamento al prossimo mese.

Un saluto!

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